Categoria : News by TPole, Tecnologia | CRA, TPM | 20 Maggio 2026
Sicurezza by design: TPole integra il TPM 2.0 nei tuoi progetti
Il TPM 2.0 (Trusted Platform Module) è un microchip dedicato alla sicurezza hardware integrato nella scheda madre. Il suo compito è proteggere le informazioni critiche del sistema — come chiavi crittografiche, credenziali e certificati — isolandole dal resto del sistema.

In un contesto in cui la sicurezza informatica è diventata un requisito imprescindibile, soprattutto in ambito industriale, il TPM 2.0 rappresenta una componente fondamentale per garantire integrità, autenticazione e protezione dei dati. Non si tratta solo di una funzionalità aggiuntiva, ma di una vera e propria base hardware su cui costruire sistemi affidabili e conformi ai moderni standard di cybersecurity.
In questo scenario, TPole supporta i propri clienti nell’integrazione della tecnologia TPM all’interno delle loro applicazioni, consentendo di sfruttarne appieno le funzionalità di sicurezza. L’azienda è inoltre in grado di fornire sistemi già configurati con dischi criptati, utilizzando chiavi memorizzate direttamente nel modulo TPM, sia in ambienti Windows (tramite BitLocker) sia su sistemi Linux (installazione LUKS), garantendo un elevato livello di protezione dei dati fin dalla messa in servizio.
Caratteristiche
- Generazione e conservazione sicura di chiavi crittografiche
Il TPM 2.0 genera e custodisce le chiavi crittografiche all’interno di un’area hardware isolata e anti-manomissione, riducendo drasticamente il rischio di furto o compromissione delle credenziali critiche.
- Supporto alla crittografia hardware (es. BitLocker e LUKS)
Grazie al supporto alla crittografia hardware, come BitLocker su Windows e soluzioni equivalenti su Linux, i dati sensibili restano protetti anche in caso di accesso fisico non autorizzato al dispositivo o rimozione del disco. L’integrazione con TPM consente la gestione sicura delle chiavi senza interventi manuali da parte dell’utente.
- Secure Boot e verifica dell’integrità del sistema all’avvio
Il Secure Boot garantisce che il sistema si avvii esclusivamente con firmware e software autenticati, impedendo l’esecuzione di codice malevolo fin dalle prime fasi di boot.
- Autenticazione basata su hardware
L’autenticazione hardware-based assicura un’identità univoca e non replicabile del dispositivo, elemento chiave per ambienti industriali distribuiti e infrastrutture critiche.
- Compatibilità con i più recenti sistemi operativi e piattaforme industriali
La piena compatibilità con i moderni sistemi operativi e le piattaforme industriali consente di integrare il TPM 2.0 in progetti nuovi o esistenti, garantendo conformità agli standard di cybersecurity attuali e futuri.
A differenza delle soluzioni esclusivamente software, il TPM 2.0 lavora a livello hardware: le chiavi crittografiche non sono semplicemente salvate nel sistema, ma protette all’interno di un’area isolata e resistente alle manomissioni. Questo significa che anche in caso di compromissione del sistema operativo, le informazioni sensibili restano protette.
Nel mondo industriale, dove i dispositivi operano spesso in ambienti distribuiti e non presidiati, questa protezione diventa cruciale. Il TPM contribuisce a garantire l’identità certa del dispositivo, a prevenire modifiche non autorizzate e ad assicurare la continuità operativa.
Sicurezza: condizione necessaria per il futuro
Il TPM 2.0 è particolarmente rilevante nei settori industriali, manifatturieri, energetici, medicali e nelle infrastrutture critiche, dove sicurezza e affidabilità sono elementi centrali del progetto.
Con l’evoluzione delle normative europee, come il Cyber Resilience Act (CRA), i requisiti di cybersecurity per dispositivi hardware e sistemi connessi diventeranno sempre più stringenti. L’adozione di tecnologie come il TPM rappresenta un passo concreto verso la conformità futura, migliorando la resilienza dei sistemi e riducendo i rischi legati a vulnerabilità e attacchi informatici.
Grazie al supporto di realtà come TPole, le aziende possono non solo adottare queste tecnologie, ma integrarle in modo efficace e sicuro nei propri sistemi, accelerando il percorso verso infrastrutture più resilienti e conformi alle normative emergenti.
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